Fiducia su Dl svuotacarceri, Lega urla ‘vergogna’, Idv voterà no

8 feb. – Il governo ha posto la fiducia alla Camera sul decreto legge che prevede misure per ridurre il sovraffollamento degli istituti di pena, il cosiddetto ‘svuotacarceri’. L’annuncio dato in aula dal ministro dei rapporti con il Parlamento Piero Giarda è stato rumorosamente contestato dai deputati della Lega, fortemente contraria al provvedimento. Dai banchi del Carroccio si è alzato il coro ‘vergogna vergogna’ contro la decisione dell’esecutivo.

“L’ennesima fiducia posta da un governo tecnico che ha esautorato il Parlamento. L’ennesima fiducia e pensare che prima si gridava subito allo scandalo…” ha commentato il capogruppo della Lega Camera, Paolo Dozzo. “Noi – ha ribadito ricordando la posizione del Carroccio – siamo nettamente contrari. Noi siamo per la certezza della pena”.

Critica anche l’Italia dei Valori. ”Non è questa la strada” per avere la fiducia dell’Idv, ha detto Fabio Evangelisti prendendo la parola in aula alla Camera subito dopo che il governo ha posto la questione di fiducia. Il vicepresidente del gruppo dipietrista si è rivolto ai banchi del governo rimarcando che ”Berlusconi ha posto la fiducia 50 volte in tre anni, voi in tre mesi siete sulla stessa media”. Sul provvedimento, l’Idv voterà contro la richiesta di fiducia.

Il presidente di turno della Camera, Rocco Buttiglione, ha sospeso la seduta e convocato per le 12 la conferenza dei capigruppo per stabilire le modalità del voto di fiducia.

“Dal suo punto di vista politico, comprendo le ragioni della Lega”, ma porre la fiducia “era una necessità alla quale non credo ci si potesse sottrarre” ha sottolineato il ministro della Giustizia, Paola Severino, lasciando l’Aula della Camera.

“I termini scadevano il 20 – ha ricordato il Guardasigilli – il problema è dunque esclusivamente legato ai tempi” e i presupposti “di necessità e di urgenza c’erano tutti”. Dunque, “se c’era una materia sulla quale si poteva e si doveva ricorrere allo strumento del decreto legge, era senz’altro questa”, ha detto il ministro ricordando l’impellente “emergenza carceri”. Ma di fronte “ai 600 emendamenti della Lega e alla dichiarata attività di ostruzionismo non credo ci fossero alternative”. (Adnkronos/Ign)

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