Istat: in un anno 6.000 nati in meno. Gli italiani scendono a 56 mln

27 gen. – In un anno in Italia sono nati, rispetto all’anno precedente, seimila bambini in meno e sono morte quattromila persone in più. E’ quanto viene rilevato negli indicatori demografici dell’Istat che nel 2011 hanno registrato 556.000 bambini nati e 592.000 persone morte, con una dinamica naturale negativa per circa 36.000 unità.

In particolare, il tasso di natalità scende dal 9,3 per mille del 2010 al 9,1 per mille del 2011 mentre il tasso di mortalità rimane stabile al 9,7 per mille. Del complesso delle nascite, l’82% proviene da donne italiane e il 18% da straniere, per un numero medio di figli per donna che si attesta a 1,42 frutto però di una media ponderata fra 1,33 delle donne italiane e 2,07 delle donne straniere.

Discorso analogo si può fare per l’età media delle madri al parto, che in Italia sale leggermente in un anno da 31,3 e 31,4 anni con valori pari a 32,1 anni per le italiane e 28,0 anni per le straniere. Cresce la speranza di vita alla nascita che ora è pari a 79,4 anni per gli uomini (+0,3) e a 84,5 anni per le donne (+0,2). La differenza di genere scende dunque a 5,1 anni in favore della metà del cielo femminile. L’età media dei residenti in Italia è di 43,7 anni di cui 44,7 per i cittadini italiani e 32,2 per gli stranieri: il 14% della popolazione ha fino a 14 anni, il 65,3% è compreso nella fascia d’età fra 15 e 64 anni e il 20,6% ha 65 o più anni.

Venendo alle dinamiche regionali, il più alto tasso di natalità – che in Italia è in media 9,1 per mille – si registra in Trentino-Alto Adige dove sale a 10,3 per mille, seguito dalla Campania con 9,9 e dalla Lombardia con 9,7; mentre il più basso viene rilevato in Liguria con 7,3 per mille che precede nella classifica in negativo il Molise con 7,6 e la Basilicata con 7,7 per mille. L’opposta classifica del tasso di mortalità – in Italia al 9,7 per mille – registra il valore più alto pari a 13,3 per mille in Liguria seguita dal Friuli-Venezia Giulia con 11,5 e da Toscana e Molise con 11,0 mentre il valore più basso è appannaggio del Trentino-Alto Adige con 8,2 che precede la Campania e la Puglia con 8,7 per mille. L’incremento naturale risulta in attivo soltanto in cinque regioni: nell’ordine Trentino-Alto Adige (+2,1 per mille), Campania, Lombardia, Puglia e Veneto mentre il dato piu’ negativo (-6,0) riguarda la Liguria che precede il Molise e il Friuli-Venezia Giulia. Più in generale, il tasso di natalità è al 9,3 nel Nord-Est, al 9,2 nel Sud, al 9,1 nel Nord-Ovest e al 9,0 al Centro e nelle Isole.

Intanto su 60 milioni di residenti in Italia i cittadini italiani, al primo gennaio 2012, sono scesi sotto i 56 milioni, mentre gli stranieri sono 4 milioni 850mila, pari all’8% della popolazione residente totale, con un incremento di 289mila unità. La perdita netta della popolazione italiana rispetto all’anno precedente è pari a 56mila residenti. (Adnkronos)



   

 

 

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