Il Giorno della Memoria. Ecco l’antisemita di oggi

27 gennaio 2012 Odia gli ebrei per motivi ideologico-politici,  demonizza Israele e ottiene il plauso del mediocre mondo culturale.Odia gli ebrei per motivi ideologico-politici, demonizza Israele e ottiene il plauso del mediocre mondo culturale.

Qualsiasi cosa si scriva e si dica oggi nel Giorno della Memoria, non servirà a porre fine l’antisemitismo. E’ difficile ormai credere nel potere della memoria. Questo giorno varrà come un blando tranquillante; potrà funzionare per blandire per alcuni minuti la coscienza europea che mal sopporta il crimine della Shoah. Avrà un uso nell’unificare momentaneamente politici e intellettuali di varie appartenenze che avranno la sensazione di lavorare per opporsi all’antisemitismo ineluttabile motore di ogni persecuzione.
Eppure anche coloro che si riuniranno per ricordare i propri morti nella shoah, e con loro chi li sostiene, sanno ormai che, come dice lo scrittore yidish L. Shapiro, l’antisemitismo è eterno come è eterno Dio. Robert Wistrich, il maggiore studioso di antisemitismo afferma che “probabilmente sta peggiorando”: lo dimostrano i dati del mondo intero, su Internet esso è moneta corrente non sanzionata, scorrevole, spumeggiante. Nel mondo arabo è obbligatorio. Elie Wiesel al parlamento italiano mormorò che dopo aver pensato che gli ebrei ne fossero usciti con la seconda guerra mondiale, gli toccava ora di vedere il ritorno persino di un antisemitismo genocida. Risparmio al lettore l’elenco di dati europei molto noti, fra cui quelli della commissione parlamentare sull’antisemitismo che ci dice che circa il 44 per cento degli italiani non ha simpatia per gli ebrei.

I numeri sono facilmente reperibili. Lasciatemi dire, in questo giorno, che è pesante essere oggetto di antisemitismo, chi non ne ha esperienza non lo sa, ti costringe a misurare sul tuo naso, sul tuo corpo, e purtroppo le mie amiche femministe non hanno detto parola, la permanenza e l’ineluttabilità della storia. Una caricatura antisemita che mi rappresenta è stata accusata di essere tale dal bravo giornalista Giuseppe Caldarola, e per questo egli, oggi, così ha stabilito la giudice, dovrà versare a Vauro, il caricaturista, 25mila euro. Per aver detto la verità, basta guardare l’orribile disegnino pubblicato durante la campagna elettorale dal Manifesto, gli viene proibito di dire la sua opinione. Vauro, disegnatore di sinistra, non può quindi essere antisemita, e va addirittura ricompensato.
Il fatto che qualcuno abbia giustificato (su Libero) la caricatura e quindi la sentenza contro Caldarola perché io difendo Israele, è un peccato: quando il Parlamento intero ha votato contro la conferenza antisemita di Durban, contro il rapporto Goldstone, il suo onore è stato innalzato. L’antisemita, avrei questa ambizione intellettuale, poiché sopravviverà a lungo, deve avere almeno la forza di riconoscersi tale, deve pagare il fio culturale del suo odio per gli ebrei nella loro espressione più evidente, lo Stato degli Ebrei, Israele. Percepirà finalmente con senso di liberazione l’antipatia di natura ideologica insieme a l’invito tipico all’ebreo a convertirsi, disprezza anche tu Israele, sarai perdonato.
Ci siamo illusi: il sionismo nasce come uno dei tanti movimenti nazionali
dell’800 con la speranza della normalizzazione, della fine dell’antisemitismo.
Una volta nella loro terra, gli antisemiti non avrebbero avuto più ragione di
perseguitare gli ebrei. E’ accaduto il contrario: la Lega Araba, nata con questo
scopo, e le Nazioni Unite hanno fatto qualsiasi cosa per nullificare la
normalizzazione, rendendo la nazione ebraica una continua anomalia. Qui nasce
l’antisemitismo politico ideologico. Esso segue nei secoli a quello religioso e
poi a quello scientifico dell’illuminismo, e poi a quello razziale dei nazisti.
Ma il minuto dopo la “partizione” dell’ONU i Paesi arabi attaccavano Israele, e
l’ ONU nemmeno sospirò per la violazione alla sua stessa risoluzione: gli ebrei
erano di nuovo nella posizione di accusati.
Il doppio standard è la cartina al tornasole dell’antisemitismo. Vauro mi ha ritratto in forma di orrido mostro giudaico, naso adunco,stella di David,fascio. La causa:la candidatura nelle file del PDL. Non mi risulta che niente del genere sia accaduto a nessun altro candidato. A me, perché sono ebrea. Nel 1982 al tempo di Sabra e Chatila, quando
800 palestinesi furono sciaguratamente uccisi dai cristiani maroniti nella zona
si trovava l’IDF che non li difese. Israele fu accusata dell’eccidio con toni
definitivi. Nello stesso anno Hafez Assad di Siria non subì nessuna critica per
avere ucciso a Hama decine di migliaia di suoi compatrioti. Il doppio standard e
la demonizzazione sono due metri indispensabili per capire l’antisemitismo, e
Giuseppe Caldarola, avendolo denunciato è stato condannato a pagare a Vauro,
autore della caricatura un indennizzo di 25mila euro. Leggere fra i commenti al
suo blog permetterà al lettore di informarsi dettagliatamente sulla forma del
mio naso (è veramente adunco, che male c’è a dirlo? e la Stella di David cucita
sul vestito alla maniera nazista, è quella di Israele, non quella ebraica. E poi
gli ebrei, non pagano le tasse, e poi io in lista con la Mussolini, non mi
merito di essere chiamata fascista?).
Il cristianesimo che si ritenne Verus Israel consentiva la conversione,
l’illuminismo promette tutto al cittadino e niente al popolo ebraico, i
fascisti, i nazisti ti uccidevano in ogni caso, il comunismo ti perseguitava per
il tuo cosmopolitismo. E anche chi ti nascondeva. Oggi, se dici la verità su
Israele, se lo ami, hai il naso adunco e la stella di David cucita sul
petto.
Da Il Giornale di:  Fiamma Nirestein




   

 

 

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