Immigrazione: “per essere una risorsa, non può essere selvaggia. E’ il suicidio dell’Italia e dell’Europa!

BOLOGNA 25 GEN – Le previsioni relative agli immigrati, che arriveranno sempre più numerosi sul territorio italiano ed europeo, purtroppo, sono attendibili. Una ragione in più per trattare la materia, e il problema, con grande prudenza e chiara visione dei fatti e delle ricadute sul piano sociale.

La tendenza, ormai evidente, è invece quella di vedere nell’immigrato il futuro elettore. Tale atteggiamento è distorsivo e crea incomprensioni e traumi nel vissuto del rapporto tra immigrati e popolazioni locali. La parola equità è spesso un artificio demagogico per coprire obiettivi non dichiarati: l’importante è mostrarsi buonisti per sottolineare la “cattiveria” altrui.

Sarebbe necessario fare studi comparati sulla gestione dell’accoglienza nei vari Paesi dell’Europa, onde avere una chiara visione del problema e delle possibili soluzioni. Certo, quando l’argomento immigrazione viene usato come una clava nella battaglia politica, si producono danni in tutte le direzioni.

Se le possibilità di trovare un lavoro dignitoso stanno diminuendo per la crisi e per gli oltre due milioni di disoccupati, non c’è solo il rischio sempre più forte che gli immigrati entrino a far parte della monovalanza nelle organizzazioni criminali, mache entrino i forte concorrenza con gli autoctoni, csì da foraggiare  il lavoro nero o così detto irregolare.

Bisogna prendere atto che vi sono immigrati che hanno trovato in Italia una seconda Patria e si comportano da cittadini esemplari. Ma, se anche a questi nuovi cittadini italiani si chiedesse cosa pensano dell’immigrazione in Italia, risponderebbero probabilmente come rispondono molti cittadini italiani. Mentre vi sono molti immigrati che vivono la realtà italiana come momento di passaggio, in attesa del ritorno in Patria.

Hanno il pieno diritto,  al rispetto dovuto alla loro condizione di”residenti a termine”, se lavorano, pagano le tasse e rispettano le nostre leggi,; altro conto è la cittadinanza di cui, un giorno si e l’altro pure, il logorroico presidente di neanche la metà degli italiani, che dovrebbe fondarsi sui princìpi dettati dalla quella Carta Costituzionale, non rispetta. Non rispetta, ma si avvale Essa, ogni qualvolta gli torna meglio.

I veri cittadini italiani sono quelli che rispettano la legge e le regole di convivenza, e contribuiscono a formare e non depauperare la ricchezza nazionale.

Possono anche avere la pelle scura o gli occhi a mandorla, non è certo questo a fare la differenza. Ma non sono certo, quegli immigrati che vengono in Italia, con il proposito di deliquere o invaderla.

Sono troppi gli immigrati che delinquono nel nostro Paese, sono troppi gli immigrati che manteniamo nellenostre  strutture carcerarie, sono troppi gli immigrati che pesano sui nostri servizi sociali, sono troppi gli immigrati che frodano il nostro welfare.

Non occorre la Cgia di Mestre per capire che così non non può funzionare. Anche il più sprovveduto economista o una semplice massaia fa presto a fare i conti. Per un solo  immigrato di cui ci “sarebbe bisogno” ecc, nell’edilizia, nelle campagne o nella ristorazione ecc., insieme a lui “dobbiamo” ospitare e mantenere con il nostro welfare, sanità, scuola e servizi sociali, le sue due mogli che vanno in giro tutto il giorno per le bancarelle dei mercati, mentre i loro quattro figli sono a csarico dei nostri asili o della nostra scuola.

Ma non finisce qui, perchè per ogni immigrato di cui pensiamo di aver bisogno e che crediamo sia la salvezza personale – qualcuno azzarda addirittura a dire salvezza nazionale – vi sono anche i famosi ricongiungimenti del Governo tecnico Amato, che prevede per loro una pensioncina di benvenuto che si aggira intorno ai 550 euro mensili, da subito basta che scendono dal gommone.

Ora, aldilà dei conti della serva  che gli economisti buonisti e relativisti, fanno dell’immigrazione salva Italia per manipolare le menti, bisogna prendere sul serio questo fenomeno e fermare subito questa immigrazizone selvaggia. L’mmigrazione senza controllo, è il vero suidicio di questa Nazione.

Quando ci saremo abituati a considerare l’immigrazione senza tare demagogiche e buoniste, ma basandoci innanzitutto sul nostro fabbisogno e quindi sul controllo dei flussi migratori, soffermandoci in particolare sui Paesi di provenienza, più importanti delle quantità e sui diritti umani e civili, per non sentirci “stranieri” nella nostra Patria, avremo dato un grande contributo alla soluzione di un problema di grande portata per il futuro delle nostre famiglie e della nostra Italia.

Armando Manocchia



   

 

 

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