Peppino Caldarola: “Ho criticato Vauro e un giudice mi ha condannato”

Sono stato condannato per aver criticato Vauro. In questa vicenda vi sono più  aspetti singolari. Innanzitutto il processo. Vauro è un disegnatore satirico che  va giù con la mano pesante e che rivendica il diritto di farlo. È capitato però  che di fronte a un articolo satirico a lui in parte dedicato abbia ritenuto  opportuno querelare. Ricordo i numerosi casi, ad esempio la querela di D’Alema a  Forattini, in cui si sollevò scandalo contro chi intendeva rivalersi in sede  giudiziaria di una rappresentazione satirica. Si disse che era la negazione del  diritto di satira. Vale in un senso solo.

Veniamo al fatto. Vauro dedica una vignetta a Fiamma  Nirenstein, una giornalista che si batte con passione contro  l’antisemitismo e per Israele, disegnandola con il naso adunco e la stella di  Davide cucita, proprio cucita come nelle terribili immagini che conosciamo e di  cui si parlerà nel giorno della memoria, sul petto. Il titolo è “Fiamma  Frankenstein”. La vignetta crea stupore e dolore nel mondo ebraico. Da tutto il  mondo vengono proteste. Per una buona ragione. Il naso adunco è la tipica  rappresentazione che si dà degli ebrei. Ricordo solo che il primo numero della “Difesa della razza”, il periodico fascista con l’obiettivo indicato nel titolo  della testata, si apre, per esaltare le differenze razziali, con una  sovrapposizione di tre foto: una persona ariana, un nero e un bianco con il naso  adunco. È l’ebreo. La stella di Davide cucita sui vestiti è il simbolo della  malvagità nazista.

Perché Fiamma si merita questa attenzione particolare? Perché si è presentata in lista alle politiche con il PdL. Cioè con un partito  opposto a quello che io voto. In quella lista figurano la Mussolini e  Ciarrapico, mi oppone durante il processo l’avvocata di Vauro, come può un ebrea  essere in lista con loro. E mi chiede: che cosa dicono le comunità ebraiche di  fronte a questo fatto? Spiego che le comunità ebraiche organizzano e difendono,  a giudicare da questo processo il loro compito è sempre più difficile, i  cittadini di religione ebraica che restano ovviamente liberi di scegliere  politicamente dove stare. Un ebreo è innanzitutto un cittadino uguale agli altri  che ha di diverso solo una religione e una tradizione culturale. Invece no.

Mesi dopo la vignetta scrivo un corsivo sul “Riformista” sotto il titolo di questa stessa rubrica di oggi, “Mambo”, in cui  ironizzo sulla sinistra radical e metto una frase di critica contro la vignetta  di Vauro sostenendo che è come se avesse scritto “sporca ebrea”. Da qui la  condanna. Se le cose hanno una logica, in questo caso essa è questa: si può  rappresentare legittimamente un cittadina italiana indicandone la religione  attraverso la propria trasfigurazione con il naso adunco e la stella di Davide,  non si può criticare questa vignetta con un testo ironico che interpreta il  giudizio di Vauro. L’ebreo di destra è interpretabile e rappresentabile  razzialmente, malgrado non abbia il naso adunco né giri con la Stella di Davide,  non si può dire che tutto ciò porta alla mente l’anatema sugli ”sporchi  ebrei”.

Da oggi quindi si può connotare razzialmente un cittadino italiano di  razza ebraica se non si condividono le sue opinione politiche ma non si  può criticare questa rappresentazione abnorme con una critica che usa lo stesso  paradigma della semplificazione polemica. La sentenza investe due diritti,  conculcandoli. Il primo riguarda gli ebrei e dice loro: siate politicamente  corretti (rispetto a chi e a che cosa?) altrimenti è giusto che vi raffigurino  come una razza. Il secondo dice che la satira va bene ma la satira della satira  no. L’Italia di oggi è tutta qui. La condanna non mi fermerà nel combattere gli  stereotipi contro gli ebrei a destra come a sinistra ( a proposito se l’avesse  fatta Casa Pound quella vignetta che cosa avrebbero detto i miei amici e  compagni di sinistra). Resta l’amarezza per un paese in cui la satira scrive  giustamente quello che gli pare, i politici si insultano con scarsa dignità fra  di loro, e vengo condannato io perchè di fronte a un naso aducno e a una stella  di Davide ho scritto un frase che Vauro contesta.

Vorrei solo segnalare di quella vignetta il dato politico culturale che dovrebbe far riflettere. È l’associazione che c’è nella vignetta  della stella di Davide con il fascio littorio. Cioè il rovesciarsi dell’ebraismo  nel suo contrario. E’ la stessa tesi di quelli che sostengono che Israele sia la  negazione delle ragioni per cui è nata in quanto è uno diventato uno Stato  oppressore e di tipo nazista. La giurisprudenza sembra dar ragione a questa  tesi. Fiamma Nirenstein che vive scortata per le minacce mortali ricevute può  essere insultata tranquillamente. Gli ebrei sanno che da oggi hanno tutti loro  il naso adunco e quella stella di Davide gli può essere cucita addosso se non si  comportano politicamente bene. Contro questa cultura io mi batterò, nella  sinistra contro una certa sinistra. Da molti anni, nella mutevolezza delle  opinioni, è questa la mia stella polare. Ora io e Polito, all’epoca direttore  del “Riformista”, siamo stati condannati. Ad una pena pecuniaria. Preferisco il  carcere. E lo chiederò.

http://www.linkiesta.it/blogs/mambo/ho-criticato-vauro-e-un-giudice-mi-ha-condannato#ixzz1kMl0gCCS

 

 



   

 

 

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