La Ue, deve rendere tracciabile la proveninza del pane. Borghezio, interroga la Commissione Europea

ROMA, 24 gen – Per fortuna c’è ancora qualcuno che occupandosi di politica, si preoccupa anche della salute dei consumatori e della legalità.

E’ l’On. Mario Borghezio (Lega Nord) che alla luce delle polemiche sorte sul pane congelato proveniente dalla Romania e spacciato per “pane di nostra produzione appena sfornato”,  ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea per sollevare il caso in sede europea.

Caso, segnalato in diverse regioni italiane, da moltissimi panificatori alle proprie associazioni. Una vera e propria truffa perpretata a danno dei consumatori per un pane congelato, che arriva attraverso camion frigorifero soprattutto nella grande distribuzione, che con la complicità degli “imprenditori della spesa” viene posto in vendita con una generica erronea indicazione di “pane sfornato e confezionato in questo punto vendita”.

L’On.Borghezio nella sua interrogazione alla Commissione europea sottolinea: “In realtà in molti casi si tratta di pane prodotto in Romania presso forni semi-artigianali che non offrono garanzie di qualità, a cominciare dai procedimenti di cottura, posto che, per esempio, risulterebbero utilizzati nei forni addirittura materiali impropri come pneumatici, scarti di bare, residui di traslochi e materiali provenienti da demolizioni di impianti industriali”

Per l’On.Borghezio – ma soprattutto per i panificatori italiani e i consumatori –  “è ora di stroncare questa vera e propria truffa a danno dei consumatori, ai quali viene somministrato come ‘pane a km zero’ un prodotto le cui caratteristiche organolettiche e di produzione sono completamente ignote data la provenienza da forni romeni non certo rassicuranti”.

L’On. Borghezio ben interpretando le richieste dei panificatori, chiede alla Commissione di “intervenire urgentemente, a tutela dell’interesse diffuso dei consumatori, affinché sia resa obbligatoria un’etichettatura dei prodotti di panificazione tale da consentire un’effettiva tracciabilità del prodotto”.

E’ bene ribadire che il pane, il cui prezzo, non è certo determinato dalla farina, acqua lievito e sale, ma dalla manodopera, le spese di gestione della struttura e dall’eccessiva imposizione fiscale del nostro Paese, va acquistato nei forni e panifici di produzione, dove ciò che attrae, non è la pubblicità o il prezzo più basso, bensì il profumo inconfondibile. Il pane per essere buono e genuino, non deve contenere miglioranti e conservanti e devessere buono, fragrante e profumato anche il giorno dopo.

“Un garzone da fornaio”



   

 

 

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