Laparoscopia del laparocele. A Imola corsi per la formazione dei chirurghi di tutta Italia.

IMOLA 21 GEN 2012 – Da anni ormai la Chirurgia di Imola, diretta dal Dott. Stefano Artuso, è all’avanguardia per la correzione chirurgica del laparocele, un’ernia della
parete addominale provocata dal cedimento dei punti di sutura a seguito di un intervento chirurgico. Una situazione relativamente frequente, che a seconda del tipo di intervento, capita a 5-20 persone su 100. Si stima che ogni anno vengono eseguiti circa 300.000 interventi per laparocele in Europa e 400.000 negli USA.

In particolare, il Dott. Paolo A. Riccio, dopo aver partecipato a diversi Corsi di aggiornamento in Italia e all’estero, si è dedicato alla tecnica laparoscopica. “Il laparocele è causa di dolore, può essere estremamente invalidante e portare a complicanze chirurgiche urgenti anche gravi, come l’occlusione intestinale – spiega il Dott. Riccio – Gli interventi di laparocele con tecnica laparoscopica permettono di riparare il difetto della parete addominale effettuando solo 3 piccoli fori nell’addome da cui si introduce una rete che contiene l’ernia. Con questa tecnica si ottengono risultati sicuramente efficaci, il dolore per il paziente è minimo, il ricovero in ospedale breve e il recupero delle normali attività quotidiane molto veloce”.

La Chirurgia di Imola è un centro ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) di riferimento regionale per l’addestramento dei chirurghi italiani interessati a questa patologia.

“Ad Imola i laparoceli vengono operati in laparoscopia fin dal 2005 –– spiega il Dott. Stefano Artuso, direttore della UOC di Chirurgia di Imola – La nostra Unità Operativa vanta un’esperienza di oltre 200 pazienti operati: una delle casistiche più numerose a livello nazionale. Per questo dal 2009 siamo divenuti un centro di aggiornamento professionale per chirurghi provenienti da tutta Italia e da allora ogni anno organizziamo 2 Corsi di chirurgia laparoscopica dei laparoceli. Si tratta di 2 giornate formative, (le prossime previste il 9 e 10 febbraio), a cui partecipano chirurghi provenienti da tutto il paese. Nel corso della prima giornata si affronta la parte teorica di esposizione, confronto e discussione, mentre in seconda giornata i partecipanti assistono e partecipano attivamente agli interventi in sala operatoria. Il fatto di essere un centro di formazione riconosciuto dalla principale associazione italiana di chirurgia è chiaramente una responsabilità ed un vanto della nostra Unità Operativa”.



   

 

 

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