Rapinava e violentava giovani donne: arrestato marocchino scarcerato 3 mesi fa

La polizia ha arrestato ieri pomeriggio, dopo un rocambolesco inseguimento per le vie del centro, il rapinatore che ieri è sfuggito ai carabinieri dopo aver rubato l’auto ad una studentessa e aver tentato di sequestrarla per violentarla. Un ragazzo dal pericoloso profilo criminale.

RIMINI | 20 gennaio 2012 – La studentessa campana di 24 anni residente a Riccione lo ha riconosciuto immediatamente quando è stato portato in questura. Se lo ricordava bene: aveva addosso gli stessi abiti di quando, mercoledì pomeriggio, fuori dall’università, in via Milazzo a Rimini, ha tentato di rapirla. E la stessa pistola con la quale l’ha fatta salire a forza in macchina. È riuscita a sfuggirgli gettandosi dall’auto in corsa e chiedendo aiuto ad alcuni passanti. Oggi si è resa conto di cosa avrebbe rischiato restando lì.

Omar Lamdaoir, marocchino, di 24 anni, è un pluripregiudicato con precedenti specifici per reati gravissimi: sequestro di persona, violenza carnale, rapina. Era arrivato in Italia nel 2003 per un ricongiungimento familiare. Il ragazzo era domiciliato a Dogana, dove viveva con la famiglia e i fratelli.

Nel settembre del 2010 aveva violentato una prostituta colombiana, minacciandola con la pistola, una scacciacani, scappando poi su un’auto rubata. Ci aveva riprovato un’altra volta, con una ragazza, in via Bastioni Meridionali, anche lei fuggita dalla macchina in corsa.

Quando ieri pomeriggio, in via Giovanni XXIII, ha incrociato i poliziotti, si è messo a correre. E loro anche. È stato stanato in corso d’Augusto, al centro giovani RM25, nascosto dietro il water. Lì, ha puntato la sua pistola giocattolo contro gli agenti, poi, dopo attimi di alta tensione, si è arreso.

Il profilo criminale dell’uomo emerge anche dai particolari: durante la fuga, ha telefonato a due prostitute per chiedere appuntamento. Uscito dal carcere di Piacenza, dopo un anno, tre mesi fa, aveva l’obbligo di firma dai carabinieri. Ma si muoveva liberamente. Forse ci sono altre vittime. Il capo della squadra mobile di Rimini Nicola Vitale, invita le donne che dovessero aver subìto violenza da quest’uomo, ad andare in Questura a denunciare.

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