Liberalizzazioni: “Avanti adagio, quasi indietro”

ROMA 18 GEN 2012 – Nel gergo ironico della marineria c’è una frase divenuta ormai un classico:”Avanti adagio, quasi indietro”.

Sembra che una manina fatata abbia tolto dal testo del decreto “Liberalizzazioni” la scottante materia dei prodotti petroliferi.

Se fosse vero,  come non pensare al comandante Monti e al suo andare “Avanti adagio, quasi indietro”?

Poiché i miracoli non mi fanno impazzire:zero illusioni mi ero fatto all’inizio dell’era Monti; zero illusioni mi sto facendo in itinere. Beati
quelli che credono, beati i puri di spirito; a loro sono aperte le porte del “regno” montiano.

L’unica certezza del momento è che sono stati colpiti i soliti, soltanto perché più a portata di mano. L’Italia non è stata ancora salvata:diamo tempo al tempo.

Se la salvezza tardasse a venire, che ne sarà della crescita? Del doman non v’è certezza!

guglielmo donnini



   

 

 

1 Commento per “Liberalizzazioni: “Avanti adagio, quasi indietro””

  1. qui le ‘uniche cose che possono “liberalizzare” è il licenziamento …lo stipendio da dare agli operai … l’età della pensione ( chi offre di più?) .. i tikets sanitari … le tasse comunali, provinciali e regionali e l’orario di lavoro , purchè non superi le 24 ore giornaliere …

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