“Mai nate”, libro inchiesta di Anna Mendolesi dedicato alle 100 milioni di bambine mai nate.

Nel mondo mancano all’appello cento milioni di donne. Cento milioni. Tante quante ne vivono in Germania, in Italia, in Francia. Il doppio della
popolazione del nostro Paese. E questo non per una guerra, uno sterminio mirato, una carestia o una epidemia di genere. Ma per volere di chi avrebbe potuto essere loro genitore e che ha preferito, prima della nascita, scrivere la parola fine sul loro futuro di bambina, di ragazza, di donna. Si tratta di aborti selettivi, o di selezione del sesso dei figli, in cui le femmine spariscono in una pratica culturalmente accettata, anche se vietata per legge, in Paesi come Cina e India. Ma che oggi, come denuncia per la prima volta Anna Meldolesi nel suo libro ‘Mai nate’ (edito da Mondadori), riguarda anche l’Italia, oltre ad altri Paesi occidentali dove gli immigrati hanno portato con se’, insieme a usi e costumi, anche questa forma di discriminazione estrema. Silenziosa. Strisciante e devastante.

Meldolesi, che è biologa e giornalista scientifica, ha elaborato dati dai quali emerge che, sommando le nascite degli ultimi quattro anni in Italia, le uniche per cui sono disponibili le informazioni necessarie, si scopre che ogni cento neonate cinesi nascono centonove maschi. Per i terzogeniti e i figli successivi, il rapporto tra i sessi in culla si spinge fino a centodiciannove. Per quanto riguarda gli indiani d’Italia, spiega Meldolesi, ogni cento neonate ci sono centosedici maschi, addirittura centotrentasette per gli ordini di nascita elevati. Per il primogenito, insomma, quasi tutti si affidano al caso, ma se l’agognato maschio non arriva, per il secondogenito e soprattutto per il terzogenito, molti intervengono attivamente, determinando prima il sesso fetale con diagnosi prenatali e poi abortendo se non è quello desiderato. Non si tratta di infanticidi o di morte di stenti per la noncuranza dei genitori, come poteva avvenire in passato. Da noi, gli strumenti utilizzati per la selezione del sesso in gravidanza sono ecografie, villocentesi o amniocentesi, alle quali seguono aborti assistiti, legali o clandestini, se il bambino in arrivo non è del sesso desiderato. A esercitare forti pressioni in tal senso sono mariti e suocere, ma le stesse madri tendono a preferire un figlio maschio per tutelare se stessa e vedere rafforzata la sua stessa famiglia, di stampo patriarcale.



   

 

 

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