Welfare: Pensioni sociali a immigrati: 50 mln di euro spesi irragionevolmente

IMOLA 13 Gen 2012 – Questa storia delle pensioni sociali agli immigrati che si ricongiungono con i famigliari in Italia, questa ingiustizia voluta dal governo tecnico Amato (solo dalla sinistra), deve finire.

Non si può continuare a regalare soldi del nostro Welfare in questo modo. Non possiamo, non solo per la situazione economica attuale, ma soprattutto per tutti quei cittadini italiani che dobbiamo aiutare, ma che nessuno lo fa. mi riferisco ad esempio ai milioni di indigenti, che lo Stato italiano continua a mantenere indigenti, oppure alle migliaia di alluvionati, nonché alle  migliaia e migliaia di terremotati, che vergognosamente per un Paese così detto “civile” e tra i più “avanzati” al mondo, tiene da decenni nelle baracche e nei container.

Con l’attuale legge, possono chiedere questo vitalizio, gli stranieri con 65 anni compiuti e redditi sotto la soglia dei 5mila euro annui. A costoro il nostro Welfare, costruito con sudore, lacrime e sangue, garantisce un assegno sociale dell’Inps pari a 550,50 euro per 13 mensilità, per un totale di 7.156 euro all’anno e tutti esentasse!.

Con l’intervento del Governo Berlusconi, si è cercato di arginare il meccanismo perverso di questa legge (la 388/2000) ed  è stata modificata. Infatti, a partire dal 1 gennaio del 2009, è stato richiesto il requisito di almeno 10 anni di permanenza continuativa e legale in Italia per poterne godere.

Oltre all’ingiustizia, di deve anche sottolineare e quantificare lo spreco economico del nostro Welafare.

Prendiamo ad esempio l’ Emilia Romagna: gli assegni sociali liquidati agli stranieri, che si ricongiungono con i famigliari e che però  non hanno mai versato un solo centesimo all’Inps, erano il 37% del totale, mentre nel 2010  grazie al Governo Berlusconi che ha introdotto il comma 10 dell’articolo 20 del decreto legislativo 122 del 2008, poi trasformato in legge 133 dal 2008, in vigore dal 1 gennaio 2009, sono scesi al 21%. Ma, equivalgono comunque a 12 milioni e 800mila euro spesi malissimo.

In Italia, il costo annuo a favore degli assegni sociali agli stranieri over 65 che incide sulle  disastrate casse dello Stato supera i 50 milioni di euro.

Questa  che oggi consideriamo una legge ingiusta, illecita, illegittima, imparziale, iniqua, arbitraria, immeritata, ingiustificata, irragionevole e scorretta, nacque 1985come una buonissima legge, proprio perché  andava ad istituire l’assegno sociale per i nostri anziani over 65 che per una serie di problemi e motivi arrivano all’età di 65 anni senza un reddito. Quindi interviene lo Stato, dando loro un reddito minimo di sopravvivenza di circa 400 euro mensili, più 150 di importo aggiuntivo, l’assegno sociale appunto.

Con la finanziaria del 2001,  il governo tecnico di Giuliano Amato, uno che con le pensioni ci vive meglio degli altri (72mila euro mese di pensione), fantasiosamente introduce la legge388 del 2000, entrata in vigore il 1 gennaio 2001, che allarga la possibilità di devolvere l’assegno sociale anche agli stranieri over 65.

Da allora gli stranieri in Italia, fanno la fila per chiedere i ricongiungimenti famigliari con i loro genitori o parenti anziani, dichiarandoli a loro carico, in modo che questi possono arrivare in Italia e chiedere l’assegno sociale., Il tutto su consiglio di sindacati e patronati e senza controlli, è sufficiente una  autocertificazione.

Solo in Emilia Romagna, i residenti stranieri over 65 sono 10.924 (1.1. 2011) e usufruiscono di assegni sociali 1.944 stranieri, ossia circa il 18% del totale.

Dispiace dover stigmatizzare il fatto che il Governo Berlusconi nonostante le modifiche, bisogna assolutamente abolire questa legge da alieni. Nel frattempo, occorre fare stimolare controlli incrociati tra Inps e Comune per verificare la veridicità tra la residenza anagrafica e la presenza effettiva del congiunto in quel Comune e introdurre l’obbligo di ritirare di persona ogni mese l’assegno sociale.

 

 

 

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