Allarme sindacati: rischio di tensioni sociali a causa della crisi

Roma, 1 gen. – In Italia si rischiano tensioni sociali a causa della crisi. Problemi che solo il governo puo’ risolvere aprendo un dialogo costruttivo con i rappresentanti dei lavoratori. I sindacati continuano il pressing sul tema del lavoro e nel primo giorno dell’anno tornano a far sentire la loro voce.

“C’e’ un rischio reale di tensioni sociali nei prossimi mesi” scrive su Twitter il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che sollecita l’attuazione di “un piano per il lavoro”, visto che e’ proprio il lavoro la “vera emergenza”. “La recessione – afferma in un altro post la leader sindacale – avra’ un impatto duro su occupazione e redditi”, esiste il “rischio che cresca il conflitto sociale con l’aumento delle diseguaglianze”, conclude.

Sulla stessa linea il leader della Uil, Luigi Angeletti: l’aumento della disoccupazione non e’ altro che gettare benzina sul fuoco.

BAGNASCO: SERVE PIU’ COESIONE PER EVITARE TENSIONI SOCIALI

“C’e’ il rischio di andare verso un fase di recessione e quindi una fase perdita di posti di lavoro: l’aumento della disoccupazione non e’ un antidoto alla pace sociale, anzi e’ la benzina sul fuoco ed e’ questo il problema sui cui concentrarsi”, afferma Angeletti. Per fare una politica che crei posti di lavoro, prosegue, “bisogna ridurre le tasse sul lavoro, ridurre l’evasione fiscale, ridurre i costi della politica e liberalizzare. Abbiamo una serie di norme che sono criminogene cioe’ inducono e favoriscono la corruzione”. La Uil “e’ disposta a fare cose razionali e ragionevoli a non avere atteggiamenti puramente ideologici: vogliamo che si riducano le tasse sul lavoro senza questo la parola occupazione e’ uno slogan”, conlcude.

Anche per la Cisl, visto “il momento economico e’ difficile, ci sono rischi di tensioni sociali che pero’ possono essere evitati se il governo aprira’ con i sindacati un dialogo non precostituito e senza forzature come invece abbiamo visto sulla previdenza”. Il segretario generale aggiunto Giorgio Santini parla della riforma del mercato del lavoro: “Se non ci troveremo di fronte a soluzioni forzate – spiega – si puo’ evitare il dialogo tra sordi e quindi il conflitto sociale. Dipendera’ dal governo: auguriamoci che sia cosi’, comunque i discorsi di Monti sembra che vadano in questa direzione”. Per Santini si deve fare di tutto per evitare tensioni sociali, “ma i problemi sono seri a partire dal rischio dei licenziamenti. C’e’ il rischio che una serie di vertenze ferme possano aggravarsi e porre seri problemi sul lavoro. Abbiamo rilanciato l’ipotesi di contratti di solidarieta’ proprio per evitarli”.  AGI .



   

 

 

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