Estorsione premier, atti arrivati a Bari, uffici procura interdetti ai cronisti

Tarantini e Lavitola

Gli atti relativi all’inchiesta su una presunta estorsione ai danni del premier Silvio Berlusconi – partita da Napoli e brevemente spostata a Roma – sono arriva oggi a Bari, procura che secondo il tribunale del Riesame ne ha la competenza territoriale.

Lo riferiscono fonti giudiziarie, precisando che la documentazione è ora nelle mani dei procuratori aggiunti Pasquale Drago e Anna Maria Tosto, ma che il procuratore generale Antonio Pizzi deve ancora decidere a chi assegnare l’indagine dopo la formalizzazione ieri, da parte del pm Antonio Laudati, della sua astensione dall’inchiesta su un presunto giro di escort di cui avrebbe beneficiato anche Berlusconi, organizzato dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini.

Nell’aprire l’inchiesta, la procura di Napoli ha ipotizzato un’estorsione da circa 750mila euro ai danni del premier da parte di Tarantini, della moglie e del faccendiere Valter Lavitola per non rivelare dettagli sulla frequentazione di escort nelle dimore di Berlusconi.

Il Riesame di Napoli — disponendo la scarcerazione di Tarantini — ha però avanzato un’altra ipotesi di reato, su cui indagherà ora Bari: quella di induzione a rendere false dichiarazioni alla magistratura, che vede coinvolti sia Lavitola, latitante all’estero, che Berlusconi.

Secondo le fonti, la procura di Bari ora potrebbe procedere d’ufficio all’iscrizione nel registro degli indagati dei due.

Il procuratore Laudati ha annunciato ieri la propria astensione dall’inchiesta “per ragioni di convenienza”, essendo indagato dalla procura di Lecce per favoreggiamento, abuso d’ufficio e tentativo di violenza privata nei confronti di Giuseppe Scelsi, l’ex pm titolare delle indagini sulle escort che ha denunciato i comportamenti con un esposto al Csm.

La procura di Bari è stata interdetta ai cronisti: lo hanno comunicato poco fa i carabinieri ai giornalisti che si trovavano nel palazzo di giustizia. I piani interdetti sono il terzo e quarto: a quest’ultimo piano si trovano anche le stanze del procuratore Antonio Laudati e degli aggiunti Anna Maria Tosto e Pasquale Drago. Nella segreteria di quest’ultimo sono da stamattina gli atti provenienti da Roma dell’indagine sui soldi che Berlusconi ha elargito a Tarantini tramite Valter Lavitola.

reuters



   

 

 

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