Le aziende italiane chiudono, ma volano quelle cinesi: + 150,7%

Volano le imprese cinesi in Italia, che, negli ultimi otto anni, sono cresciute del 150,7% arrivando a 54.000 unità. La prima fotografia dell’imprenditoria cinese presente in Italia viene scattata dall’ufficio studi della Cgia di Mestre secondo cui, nonostante la crisi, nel 2010 si è registrata una crescita annua dell’8,5%. Mentre gli imprenditori italiani, in quest’ultimo anno, sono diminuiti dello 0,4%. ”Pur riconoscendo che gli imprenditori cinesi hanno alle spalle una storia millenaria di successo, in particolar modo nel commercio e nella lavorazione dei prodotti tessili, la loro forte concentrazione in alcune aree del Paese sta creando non pochi problemi”, dichiara il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi.

Spesso queste attività si sviluppano ”eludendo gli obblighi fiscali e contributivi, le norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e senza nessun rispetto dei più elementari diritti dei lavoratori occupati in queste realtà aziendali. Questa forma di dumping economico ha messo fuori mercato intere filiere produttive e commerciali di casa nostra”. Tuttavia, secondo Bortolussi, è giusto sottolineare che ”anche gli imprenditori italiani non sono immuni da responsabilità”. In molte circostanze, coloro che forniscono il lavoro a questi laboratori cinesi sono committenti italiani che fanno produrre parti delle loro lavorazioni con costi molto contenuti. ”Se queste imprese committenti si rivolgessero a dei subfornitori italiani, questa forte riduzione dei costi di produzione non sarebbe possibile”, osserva il segretario.

Secondo i dati, aggiornati al 31 dicembre dello scorso anno, il maggior numero di imprenditori cinesi si trova in Lombardia (10.998), seguono i colleghi che lavorano in Toscana (10.503) e quelli che hanno scelto il Veneto come regione in cui avviare l’impresa (6.343). Dal 2002 al 2010, gli imprenditori cinesi presenti in Italia sono aumentati del 150,7 %: con punte del 427,7 % in Molise, del 433,3 % in Basilicata e del 422,4 % in Calabria. Se la crisi economica ha ridotto il numero di imprenditori italiani (-0,4% nell’ultimo anno), la presenza cinese e’ aumentata su tutto il territorio nazionale dell’ 8,5%, con picchi nel Trentino A.A. (+19,4%), nel Molise (+16,7%) e nelle Marche (+14,8%).

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